Le città italiane più cricket-friendly

In Emilia Romagna, Pianoro non è l’unica destinazione per gli amanti del cricket: nella vicina Bologna si muove da qualche anno a questa parte anche il Bologna Cricket Club, che si allena e gioca nel Centro Sportivo Dozza.

A Castelnuovo Rangone, pochi chilometri fuori Modena, si trova la sede del Terra Castelli, altra squadra di recente formazione.

In provincia di Parma, poi, ci sono altre due compagini da tenere d’occhio: Cricket Stars, piccola ma agguerrita, si allena a Traversetolo, mentre i Jaguars sono nella più grande Salsomaggiore, già centro termale di fama internazionale.

A sfidare l’Emilia come regione a più alto tasso di squadre di cricket c’è il già nominato Lazio: complice la presenza del Roma Capannelle Cricket Club, nella Capitale si trovano circa una decina di club diversi, fra i quali vanno nominati almeno il Lux Roma, il FAO Cricket Club e il PGS Borgo Don Bosco.

Fuori città, la nascita delle formazioni risponde alla maggiore presenza di lavoratori indiani e pakistani (tra gli altri) in allevamenti e coltivazioni intensivi nella zona di Latina: ecco come sono nati il Latina Lanka, il Pontinia Cricket Club o l’Asian Latina a Campo di Carne.

Le outsider, da Bergamo a Napoli

In più, il cricket si sviluppa in maniera trasversale dovunque queste comunità si aggregano, innestandosi su centri sportivi già esistenti.

Avviene per esempio a Napoli, al Campo Morandi a ridosso dell’ex Italsider di Bagnoli, una periferia complessa ma integrata dove il cricket fa da collante: qui gioca il Kent Lanka.

Succede nella provincia di Bergamo, dove le squadre sono ben tre, e tutte di alto livello (l’A.S.D. Bergamo Cricket Club di Chiudono, il Bergamo United e l’Albano Cricket Club di Pianico).

E accade in Sicilia, dove le strutture sportive sono carenti o pesantemente al di sotto di un livello accettabile, dove però si muovono bene sul territorio due team, il Narramondi e il Falcone Palermo, fondamentali nella periferia palermitana.